martedì, marzo 17, 2009

La fine dei bravi ragazzi, decodifica e comprensione...

Nell'ormai lontano 2006 scrissi "Ma i bravi ragazzi, che fine fanno?" una specie di sfogo tra il serio e il faceto sulle frustrazioni di noi esseri rispettosi dell'universo femminile. Questo post è un po il seguito di quello, a distanza di anni e a seguito di esperienze e illuminazioni folgoranti ho cercato di dare una spiegazione pseudo-scientifica del fenomeno e credo, se non di averla trovata, quantomeno di esserci andato vicino.

Il presupposto di base è, parafrasando il titolo di un famoso film: "le donne preferisocno gli stronzi" la domanda annosa che ne consegue è, perché?

Ho cercato per anni la risposta a questa domanda, ed è singolare che la risposta mi sia piombata addosso seduto al tavolino di un ristorante cinese quando peraltro pensavo a tutt'altro.

...il motivo principale per cui non capivo, è perché sbagliavo clamorosamente punto di vista da cui ponevo la domanda, un punto di vista troppo "ottuso" e ristretto al campo sentimentale...

Oggi come oggi la nostra società chiamiamola civile ha stravolto le nostre vite. Una volta, per secoli, ci si spezzava la schiena per raccogliere il riso che a pranzo sarebbe andato in tavola, oggi, da pochi anni, marciamo seduti su di uno sgabello di un supermarket, in una fabbrica o in un ufficio a fare cose che non ci danno nessun ritorno diretto ma semplici fogli di carta con cui dovremmo comprare il riso da mettere in tavola. Tuttavia questa perversione non ci è stata sufficiente. Tempo fa il riso era sufficiente a vivere e chi poteva mangiare tutti i giorni poteva considerarsi fortunato, oggi siamo convinti che per essere felici dobbiamo mangiare macrobiotico, essere magri, belli, ricchi, sorridenti, mangiare panettone e pandoro a natale, regalarsi baci perugina a san Valentino, avere la villa, la barca o uno qualunque degli innumerevoli status simbol che ci convincono a ricercare per essere felici...

E voi starete pensando, questo vuole andare a parare dicendo che si sono persi i valori di una volta...

NO, cazzate.

Non me ne frega niente dei valori di una volta. Il marketing e il tipo di società consumistica non ha eradicato i "valori" ma li ha strumentalizzati, assieme agli istinti primari per costringerci a reggere tutto il sistema del consumo. Il problema di tutto ciò è che questa violenza a noi stessi, piano piano ci sta fottendo il cervello.

Cosa centra questo con i bravi ragazzi? centra tutto, sotto tutti i punti di vista.

Chi è il bravo ragazzo? È quello che ti rispetta, è quello che si dedica a te, è quello che seppur imperfetto, ce la mette tutta per vivere CON Te.

Chi è la ragazza? Una qualunque, bombardata dai media, che vede nel ragazzo ideale "la ricerca della felicità" e qui nasce il problema. Perché non si cerca mai quello che si ha, ma quello che non si ha, e più si imbarcano in qualcosa che che non possono avere, più si intestardiscono e dedicano loro stesse alla causa, ecco quindi scartato il "piatto pronto" del bravo ragazzo e la continua ricerca del più stronzo tra tutti.

Ma perché questa cosa funziona??? Perché continuiamo a farci del male in questo modo? Questa perversione non ha sesso, ho fatto gli esempi in questo modo perché io sono un ragazzo, ma succede la medesima cosa al contrario(anche se in maniera leggermente diversa, ma qui ci infiliamo in un discorso di antropologia troppo complesso, quindi per ora glisso)

Tutto questo funziona perché, incredibile e dirsi, siamo intelligenti. L'intelligenza porta, tra le altre cose, curiosità, continua ricerca di stimoli, di obbiettivi da raggiungere, di cose da scoprire. Ovviamente quando il nostro problema principale è mangiare, cerchiamo di far si che tutto quello che ci circonda non ci crei dei grossi problemi, purtroppo o per fortuna oggi il problema di mangiare non c'è, spesso però c'è un lavoro logorante e che appiattisce o costringe la nostra ricerca di stimoli al nulla, ogni volta che usciamo di casa (o anche in casa, con quello strumento infernale che è la TV) siamo bombardati di messaggi che ci dicono, sii felice cerca questo e quello! Allora lavoriamo ancora più duramente, spendiamo due stipendi nel cellulare nuovo e quando scopriamo che non siamo felici come avremmo dovuto, ecco pronto un nuovo spot che ci da la soluzione, non siamo felici perché ci manca quest'altra cosa... Questo alla lunga provoca frustrazione nel cervello, cervello che reagisce spegnendosi, lasciando un senso sempre maggiore di insoddisfazione e cercando di rifuggire a questi continui stimoli... Ma un momento, non succede cosi! non siamo tutti in casa a succhiarci il pollice completamente lobotomizzati... perché? cosa ci ha tenuto fuori?

Non penserete che chi inventa gli spot non sappia di dover salvaguardare il "parco buoi" dalla completa lobotomizzazione? Altrimenti chi più comprerebbe... come fare? come tenere comunque vivo il cervello per poter meglio spremere il corpo? Qual'è l'unico bottone così primordiale che non è possibile annichilire?

Il sesso

Il sesso, la ricerca del partner con cui riprodursi. Un'istinto così forte che non si può sopprimere, che nessun cervello, nemmeno il più lobotomizzato può ignorare. Così, come fatto con il cellulare, è pronta la soluzione, per essere felice tu hai bisogno di una donna! ma quale donna? quella giusta? nah, sennò poi finisce che la trovi e crolla tutto il gioco su cui guadagnano, allora quale? ... semplice, quella che non esiste. (ovviamente come prima il discorso è valido anche per gli uomini) Bellissima, perfetta, in forma, che non invecchia, ricchissima... Quella che nessuno di noi potrà mai trovare, però il nostro cervello è alimentato ora! vuole stimoli, deve cercarla la donna che lo renderà felice, e quindi eccola! è lei, bellissima... però è stronza, non mi rende felice, ma è lei devo solo solo cercare di farmi valere, di farmi amare di...

Sì, quello che sto dicendo è che siamo, tutti, in mano alla pubblicità. Il nostro umore, la nostra vita dipende strettamente da quello che passa per gli spot, di quanto ci hanno convinto che ormai la nostra vita è fatta da quello che abbiamo e non da quello che siamo; dal fatto che, in fondo se siamo sposati da 20 anni con un compagno che non ci rende felici è giusto che sia così perché non si può avere tutto, anche se è sempre da ricercare.

Potrei proseguire ore, ogni singolo giorno della nostra vita può essere analizzato e in ogni comportamento che teniamo possiamo ritrovare condizionamenti imposti dai media... il bello è che non ce ne accorgiamo...

La più grande beffa che ha fatto il diavolo al mondo e convincerlo che lui... non esiste.

Una piccola nota a chi, leggendo queste righe, si ritiene "esterno" o "superiore" a questi condizionamenti: Non smettere mai di rimanere in guardia ed analizza ogni tua decisione sotto ogni possibile punto di vista perché nessuno è immune, possiamo solo continuare a difenderci.

Per chi invece ha letto questo post ponendo un no categorico a quello che ho scritto non ho nulla d dire, cambiate sito e non tornate finché non vi sarà venuto il minimo dubbio.