martedì, febbraio 03, 2009

La felicità è reale solo se condivisa...

Lo so, sono sparito per tanto tempo e ora torno con questo flash, ma su faccialibro è già la seconda persona che se lo mette in status e questa cosa mi ha colpito parecchio. (*)

"la felicità è reale solo se condivisa, altrimenti è solo illusione e a lungo andare porta solo dolore"

Mi ha colpito perchè in questa frase non solo non vedo la mia verità, ma vedo una profonda e, cosa peggiore, diffusa e scontata incapacità dell'uomo di godere appieno anche delle proprie private soddisfazioni, sentendosi appagato solo se può giustificare la propria felicità con qualcuno, solo se può "mostrarsi" felice.

Dal mio personale punto di vista, un'aberrazione vera e propria.

Posso capire quello che, forse, molti intendono leggendo e riproponendo questa frase; se godo con qualcuno, se sono in forte empatia con esso, godo il doppio (anche se sinceramente mi permetto di dubitare del fatto che, almeno alcuni di quelli che "utilizzano" questa frase facciano parte di questa linea di pensiero) ma se questa forma di godimento diventa l'unica forma concepita significa che queste persone non sono per nulla in sintonia con loro stessi e quindi incapaci di godere del loro stesso stato d'animo positivo, questo sì che porta dolore e distruzione...

Non penso di dover aggiungere altro, se non che vedo queste manifestazioni e non posso fare altro che provare tristezza e sconforto.

* comunque sto "lavorando" al seguito di <> prima o poi lo riuscirò a mettere nero su bianco, promesso.

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