martedì, gennaio 23, 2007

Lame

Come ho già detto, ho una certa passione per le armi in genere. Non disdegno affatto 50 colpi al poligono(tra una cosa e l’altra è una vita che non ci vado, uffa!) ma mi appassiono soprattutto con le lame. Ho 2 spade in camera: una riproduzione di Excalibur appesa al muro, circa un metro di lama e 1,25 di lunghezza totale. È davvero pesante e al momento non è usabile, almeno per me; dopo alcuni fendenti mi sento le braccia a pezzi. Poi tengo una katana appesa invece a fianco del letto, molto più corta(60 cm) e molto più leggera e maneggevole. È considerata una katana “moderna” che di fatto non ha molto a che vedere con le eleganti lame in damasco delle katane originali tuttavia devo ammettere che la sua figura comunque la fa.

Purtroppo per ora sono poco più che ornamenti, non ho mai avuto modo di imparare ad usarle se non per emulazione di qualche film o videogame, che non è certo molto, però ammetto, sto cercando una scuola!

Anche i coltelli rientrano in questa mia passione, e a parte perdere la testa tutte le volte che entro in un negozio da accessori da cucina(mi piace anche cucinare), dove ci sono dei coltelli davvero magnifici(a prezzi improponibili haimè), ho anche un coltello per così dire “da collezione” Creato dalla Hibben Knives per la United cutlery brands di cui allego la foto qui sotto…

mercoledì, gennaio 17, 2007

Fred Vargas

Tornando a parlare di libri ci tengo a segnalare questa autrice(sì, si chiama Fred ma è una donna!).

È francese, e per tutti quelli che condividono i miei pregiudizi sui francesi come autori di libri o registi di film dico, è una francese atipica. È una giallista ma la sua forza a mio avviso non sta tanto nella capacità di creare trame machiavelliche e appassionanti quanto di dipingere i personaggi e le situazioni in un modo che potrei definire assolutamente… surreale! Non so bene come spiegarmi ma riesce in qualche modo a rendere incredibile anche un comportamento quasi normale e rendere normale qualcosa di invece ai limiti dell’assurdo.

Di suo per ora ho letto, “Chi è morto alzi la mano” e sto leggendo adesso “L’uomo al contrario”; consiglio vivamente il primo anche se per ora il secondo si sta rivelando all’altezza!.

-CHI È MORTO ALZI LA MANO-

trascrivo qua una parte del retro di copertina:

<< Un faggio misteriosamente spuntato dal nulla nel giardino della cantante lirica Sophia Siméondis, potrebbe essere uno scherzo, lo strano regalo di un ammiratore oppure un sinistro presagio. Ma quando ne giro di poche settimana una piccola strada residenziale di Parigi diverrà teatro di un omicidio ci vorrà molto intuito per riuscire a raccapezzarsi. Allora tre storici allo sbando e uno sbirro in disarmo non saranno forse inadeguati ad affrontare la situazione se è vero che –deformazione professionale- la cosa che sanno fare meglio è mettere il naso nei fatti degli altri.>>

lunedì, gennaio 15, 2007

Eragon il "film"

Non spenderò più che poche parole per questo… film… tragico credo che sia il termine adatto. Ho sopportato 20 minuti poi ho abbandonato la visione. Storia, contorni e caratteri totalmente sconvolti dalla trama originale e sarebbe poco male se non fosse che Eragon che dovrebbe essere una ragazzo con un certo nerbo si presenta come un cinno debosciato. Saphira che dovrebbe avere un carattere forte, fiero si trasforma in una zitella acida (e una zitella drago non la auguro a nessuno)con una voce terrificante. Non si risparmia nemmeno la regia, davvero drammatica e la fotografia non da certo lustro a tutto questo bel pout-pourri. L’unica nota positiva, più o meno, è che la CG con qui è stata realizzata la piccola Saphira è degna, se si passa sopra al fatto che sembra più un pipistrello che un drago.

Insomma, a mio avviso da evitare. Compratevi il libro e gustatevelo piuttosto, che ne vale davvero la pena.

martedì, gennaio 02, 2007

Se lo semo visto...

E un'altro anno è andato.
Devo dire che personalmente l'ho trovato un buon anno, tutto sommato molto più pieno di altri.
Ho conosciuto persone nuove, fatto esperienze nuove, ho sofferto un po per vari motivi però mi vedo cresciuto(di giropancia di sucuro...) anche se sto ancora solo come un pisello in una valle di ceci.
In questi giorni di totale assenza ero in ferie, e siccome per motivi vari, in condizioni normali a casa non ci sto mai ne ho approfittato. A parte qualche giro per parenti mi sono cullato nel dolce far niente tra le mura domestiche, ammetto, non molto eccitante ma l'ho fatto con gusto. Ovviamente niente niente non si può fare, quindi ne ho approfittato per schivare quasiasi lavoro che sarebbe stato da fare e mi sono immerso nella lettura. Come ho già scritto adoro il fantasy, è il mio genere letterario preferito, così nel giro di quattro giorni mi sono riletto Eragon, Eldest e Nihal della valle del vento; libri che avevo già letto e gustato a suo tempo ma che ho ripreso in mano con piacere.
In Eldest ho trovato una considerazione che non avevo notato nella prima lettura, recita più o meno così: "impara dal passato e goditi il presente perchè il futuro non esiste". È vero, è molto simile a molte altre massime sul genere, però se ci si sofferma a pensare alla motivazione... Il futuro non esiste. Lo trovo.... illuminante direi.
Non che io mi sia mai comportato come se considerassi il futuro come certo e immutabile, neppure mi sono mai considerato in balia del destino; sul breve periodo, per quanto tutto sommato non abbia una vita movimentata non saprei dire cosa farò entro sera e sul lungo periodo ho sempre evitato di fare programmi, di fasciarmi la testa per quello che sarebbe potuto succedere o vivere il giorno preparandomi per il domani. Oggi è oggi e oggi vedo di fare il meglio che posso per godermelo appieno. Questo non significa che io non abbia sogni, visioni... Una mia massima suona più o meno così: "vivi con i sogni, mai per essi; non dimenticare le favole ma ricorda sempre la realtà" e in genere va di pari passo con la vecchia saggezza popolare "è inutile fasciarsi la testa prima di rompersela" e "è inutile chiudere il recinto dopo che i buoi sono scappati".
Sono farsi fiù o meno "fatte" e si sentono dire molto spsso, tuttavia ho imparato con il tempo che adottandole veramente si riesce a vivere davvero... bene. Una ragazza mi ha persino detto: "sei davvero zen! riesci a prendere tutto con incredibile calma"(prendetelo come significato, le parole esatte non le ricordo)... Il fatto è che io davvero ormai non riesco più a vedere i cosiddetti "problemi" di domani, non so se sia Zen o cosa però io la vedo così: "i problemi non esistono. sono solo situazioni a cui serve trovare una soluzione e se non c'è soluzione non è un problema ma un dato di fatto." e soprattutto, se tengo a qualcosa sono disposto a giocare il tutto per tutto per non porre problemi ma possibili soluzioni. In questo ambito l'anno appena trascorso mi ha davvero portato ad affinare questa visione...

Non so bene dove e come ci sono arrivato, ho perso un po il filo del discorso, se mai ne ho avuto uno. È stato un buon anno ed è passato, il nuovo è già cominciato senza darci nemmeno un po di tregua, ma tutto sommato va bene così.
Auguro a tutti un buon anno nuovo in cui possiate cambiare almeno un po, il cambiamento è il segreto della vita dicono, chi si ferma è perduto e io ci credo abbastanza. Esperienza personale.