venerdì, novembre 24, 2006

Un'altra passione...

Un'altra delle mie passione è il mare, ma non inteso come spiaggia ma proprio come mare aperto e sconfinato. Ti fa sentire vaeramente piccolo, è un luogo dove la natura ti rimette davvero al tuo posto ma è anche dove ti puoi permettere di dare spazio ai tuoi pensieri, dove hai tutto il tempo del mondo a disposizione perchè è un luogo dove il concetto stesso di tempo, non esiste.
È un luogo strano che impone rispetto, ma che può regalare anche emozioni come questa...

venerdì, novembre 17, 2006

Foto

Non mi posso definire un fotografo, ne un apprendista fotografo ne un dilettante fotografo soprattutto perchè la mia cultura in merito rasenta lo zero assoluto(famosa situazione in cui le macchine fotografiche stanno tutte vicine vicine e ferme ferme) ma diciamo che sono qualcuno che incidentalmente ha per le mani una macchina fotografica e la usa.
questa è una delle mie foto preferite, ammetto che è stata ritoccata da una mia amica(bravissima per altro) perchè non essendo uno scenario "preparato" ma catturato al volo c'era in terzo piano un oggetto che stonava, così l'ho fatto eliminare. ebbene sì, ho barato un pochetto. comunque questo è il risulatato:


un po alla volta metterò anche qualche altro mio scatto.

venerdì, novembre 10, 2006

Sua Eminenza il Natale

Come ogni anno ormai diventa impossibile tenere il natale lontano dalle nostre vite, cartelloni, luminarie e scaffali traboccanti di prodotti natalizi ci circondano e cercano di sopprimerci.

Ho la nausea da Natale.

Non lo sopporto, sono anni che lo evito, sono anni che appena ci si avvicina al periodo incriminato, sto male. Perchè? Infiniti motivi, dai più prosaici ai più ideologici fino a sfiorare la filosofia. Alcuni motivi sono stai ripresi infinite volte da personaggi anche famosi, ripetuti allo stremo fino a farli diventare luoghi comuni a cui nessuno più da peso e che sono finiti, da accuse quali erano, ad alimentare l'enorme inganno che si cela dietro il Natale.
Inganno, è l'unico termine che al momento mi viene per descriverlo; inganno di ideali, inganno economico, inganno sociale; e quello che più mi da la nausea è che è un'inganno tanto ben costruito che la gente diventa persino felice di farsi ingannare, così non ci accorgiamo che i prodotti che comperiamo sempre, o che non avremmo mai comperato sotto natale costano un 30% in più, però è Natale e quindi è una spesa che si può, anzi si DEVE fare; non ci accorgiamo che i cartelloni che ci mostrano famiglie felici mentre scartano il pandoro non sono altro che una limitazione alla nostra possibilità, anzi al nostro diritto, di essere felici tutto l'anno e lo limitano ai pochi giorni di una Festa, che ormai festa non è più quasi per nessuno, o meglio, o peggio, è una festa forzata, è un periodo un cui siamo obbligati ad essere felici o quantomeno a fingere di esserlo, però anche se si finge dobbiamo crederci perchè è uno dei pochi periodi dell'anno in cui possiamo, o ci permettono, di esserlo.
Sotto le "feste" di natale è tutto più bello, è tutto più buono e quindi dobbiamo essere più buoni anche noi, così si fanno donazioni volontarie alla quali non crediamo e involontarie ai commercianti che non ci credono come noi, ma sono più furbi. Ma sono cose dette e ridette, nessuno ci fa più caso o nessuno vuole credere che la società del marketing lo stia prendendo per il naso da quando era piccolo, ci costringe a incontri di famiglia, perchè è Natale, anche se la famiglia non la possiamo vedere nemmeno in fotografia, incontri coppie che sorridono beate al supermercato anche se sono anni che non dormono più nello stesso letto, ma è Natale e a natale non si può essere arrabbiati. Le strade, i negozi e la gente stessa gronda ipocrisia come il miele da un favo e se non sei felice, sei un'emarginato, un guastafeste.
Il Natale. Chi sa davvero che significato ha il Natale? Chi si può arrogare il diritto di sapere che significato il Natale nel cuore di chi ci crede VERAMENTE?
A volte ho il dubbio che queste persone non esistano più, perchè non posso credere che la commercializzazione di un'evento tanto importante possa lasciare indifferenti, da il voltastomaco a me che non ci credo...

Come se tutto questo non bastasse, ci rubano anche mesi interi della nostra vita. Non so da voi, ma in alcune parti d'italia incominciano a settembre o addirittura ad agosto a martellare con il Natale, a fomentare la frenesia a farci credere che è già Natale, che dobbiamo fare presto ad approfittare di offerte inesistenti o che non dobbiamo vedere l'ora che il natale arrivi.

Ma il Natale arriva e passa in un'attimo e tutti possono finalmente tornare ad essere tristi e arrabbiati come prima, o semplicemente tornare a vegetare in attesa di un'altra Festa con cui rendersi conto di essere vivi, senza mai capire che non è nascondendosi dentro ad una Festa Comandata che i problemi di tutti i giorni spariscono ne che non pensandoci SOLO in quei giorni scaviamo e consolidiamo sempre più la fossa della nostra individualità fino ad arrivare ad essere completamente vuoti.
Gusci che possono spendere denaro e dare potere politico se comandati con decisione; animali controllabili da chiunque non si sia fatto atrofizzare il cervello e che ha il potere di regalare un'altro Natale.

Ho la nausea da Natale.

giovedì, novembre 09, 2006

Libri che non fanno dormire...

...ma non per paura, ma perchè ti prendono talmente tanto che quando li cominci poi vai di lungo, e quando stacchi gli occhi dalle pagine è già mattina.
Mi è capitato svariate volte, ma un titolo che mi fa sempre questo effetto è, o meglio sono "la saga dei Belgariad" e "la saga dei Mallorean". sono due serie da 5 libri l'una scritti da David Eddings; il genere è un fantasy piuttosto classico: "maghi", cavalieri e una ricerca da portare a termine.
Mi rendo conto che come valenza letteraria pura e semplice non ha lo spessore di un Tolkien, tuttavia è un mondo ben congegnato, vario e "credibile".
Le serie presentano entrambe un carnet di personaggi variamente assortiti (dal fabbro alla spia al mago, per intenderci), se a volte qualcuno rischia di essere "prevedibile" restano comunque sempre ottimamente caratterizzati, con una loro storia e con una loro evoluzione.
Lo stile non è quello (tragicamente dal mio punto di vista) descrittivo di Tolkien ma non si lascia pregare per avere un buon dipinto di un ambiente o di una schermaglia, è fluido e ben articolato con alcune "trovate" (di stile e di contesto) davvero simpatiche.

un cenno di storia:

Entrambe le serie si basano su una "situazione" che si è creata all'inizio dei tempi, in cui un "evento" ha scatenato un'energia tala da dividere le strade dell'universo in due possibili destini contrapposti. insieme a questi destini sono nate anche 2 "consapevolezze" che pur anelando alla riunificazione non possono scontrarsi direttamente, per non distruggere il mondo con la loro infinita potenza. così si limitano ad agire, dalla creazione dell'uomo, tramite due profezie e due "paladini" scelti di generazione in generazione: "il figlio della luce" e "il figlio delle tenebre" saranno loro, uomini, Dei o maghi che di volta in volta porteranno il fardello dello scontro, fino all'incontro decisivo in cui verrà pronunciata la "scelta" e l'intero universo riprenderà un singolo corso.

Su questa base incontriamo per la prima volta Garion, un ragazzetto di campagna, sua zia Pol e un vecchio cantastorie, messer Wolf in una fattoria della Sendaria.

Molto ci sarebbe da dire su questo gruppo ma non vorrei rovinare parecchie sorprese se qualcuno mai decidesse di iniziare a leggere queste serie. La prima di per se è autoconclusiva, mentre la seconda riprende troppe cose (tra cui una parte dei personaggi) per poter essere letta a se stante.

Praticamente:

Fu pubblicato per la prima volta nel lontano '82, attualmente credo che esista solo l'edizione della Fannucci, che raggruppa in due volumi tutti i primi 5 libri. Sinceramente non so chi sia il traduttore ma ho avuto l'impressione sfogliandolo che non abbia fatto un buon lavoro (ha sbagliato anche un titolo -.-"). Il mio consiglio è, se li trovate usati o come fondo di magazzino di una qualche libreria, cercate quelli editi dall'Editrice Nord per i Belgariad, mentre per i Mallorean l'edizione paperback è la migliore che abbia letto.

In entrambi i casi comunque sono fuori stampa, personalmente i Mallorean sono riuscito a recuperarli solo su eBay.

Detto ciò, se vi ho tentato, buona caccia, e buona lettura!

lunedì, novembre 06, 2006

Facciamo un lo di luce...

Molto spesso, quando si parla di Armi la faccia degli astanti muta in un'espressione di quantomeno disappunto, a volte addirittura di paura. Perchè?

Ritengo che la causa principale sia che l'idea di "arma" che la media della gente ha sia un derivato distorto del ruolo di "assassine" che ricoprono nell'industria cinematografica americana e non; è comprensibile in effetti.

Chi, non sapendo bene di cosa si parla, dopo avere visto una scena di John Woo(Mission Impossible 2 per intenderci) con centinaia e centinaia di colpi sparati(cosa assolutamente inumana da mettere in pratica) e corpi crivellati e sanguinanti, non le assocerebbe a qualcosa di pericoloso?

Un altro fattore che contribuisce alla cattiva fama delle armi è il discorso caccia, dove l'impiego, seppur civile(inteso come non militare), di armi ha effettivamente lo scopo di uccidere.

La "risposta" più comune che comunque ottengo quando dico che frequento il poligono di tiro è "sono contrario/a alla violenza"... questa è una risposta assolutamente fuori luogo. Io non sono violento. Anzi, ritengo che il dialogo sia il mezzo primo e unico per risolvere ogni cosa nel modo migliore, eppure circa una volta a settimana vado al poligono a sparare una cinquantina di colpi.

È piuttosto difficile "insegnare" che sparare(al poligono ovviamente) non è una cosa da pazzi sanguinari ma è uno sport a tutti gli effetti con fatica fisica(provate a sparare a braccia tese 50 colpi di 357 magnum con una pistola che supera abbondantemente il chilo poi sappiatemi dire come vi sentite le braccia), impiego di attenzione e controllo del proprio corpo. Vi posso garantire che colpire un bersaglio, per quanto grande(50x50cm) in centro a 50 metri di distanza non è una cosa facile.

Una pistola, di per se non è pericolosa, è un pezzo di ferro, legno o plastica e lega di circa 1,4 chili. Se prendo una bottiglia di olio coop, da 1,5 litri in vetro e la do in testa al mio vicino di casa lo accopperei in egual maniera, che sia extravergine o meno.

Come ogni cosa è l'uso di un oggetto che ne determina l'utilità o la pericolosità.

giovedì, novembre 02, 2006

Ma i bravi ragazzi, che fine fanno?

Il "bravo ragazzo" è un essere strano, è quella persona che al bar con gli amici fa ridere tutti, che ha la battua pronta ma che se gli parli di un problma, non solo ti ascolta, ma cerca anche di aiutarti a risolverlo; è quella persona che in genere diventa il "migliore amico" di tutti, compreso delle ragazze. Le capisce, le ascolta anche quando hanno solo volgia di parlare. Si confidano con lui perchè ispira fiducia, perchè anche se è un ragazzo SA di cosa hanno bisogno e sa come confortarle quando sono giù. le frasi che più si sente dire sono "sei un tesoro", "sei dolcissimo", "non so come farei senza di te".... e la cosa che più lo fa incazzare, anche se ovviamente essendo un bravo ragazzo non lo da a vedere: "saresti un fidanzato ideale" oppure "ma perchè non mi sono innamorata di te anzichè di lui(lo stronzo di turno)".

Già, perchè il problema principale è che le ragazze non possono innamorasi dei bravi ragazzi! ormai è una dato scientifico provato da decine e decine di testimonianze. "tutte le ragazze sognano uno come te, sei dolce, simpatico comprensivo..." è un commento piuttosto comune, ma allora per quale dannato motivo non fate altro che passare da uno stronzo ad uno stronzo più grande quando il tuo sogno in terra è di fronte a te!?!

Anche quì, la risposta più comune è "non volgio rovinare l'amicizia che c'è tra di noi, è troppo speciale"... ovviamente al bravo ragazzo girano gli zebedei che nemmeno quelli di Berlusconi dopo aver perso le elezioni gli giravano così, ma altrettanto ovviamente essendo un bravo ragazzo non può prendere a ceffoni la suddetta amica quindi semplicemente incassa il colpo e ritorna a farsi le pippe nel buio stanzino.

Dopo un po di anni di questa solfa però al bravo ragazzo cominciano a venire dei dubbi esistenzali, eh sì perchè, se tutte le ragazze appena si parla di qualcosa di più dell'amicizia svaniscono modello nebbia d'agosto, o cerca di farsi assumere dalla Bayer come antiparassitario, oppure si chiede se sbaglia dopobarba, anche perchè se il bravo ragazzo magari è anche un po Zen, in pace con il mondo e con se stesso, non riesce nemmeno a vedersi Gollum allo specchio, certo, non farebbe a gara con Brad Pitt perchè il bravo ragazzo è conscio del suoi limiti, ma non si fa nemmeno schifo. E quando cominciano le crisi esistenziali poi è la fine, fiorisco i brufoli come un campo di erba medica e le diottrie sono in caduta libera a forza di visite al buio stanzino!

La soluzione non è visibile per il bravo ragazzo, anche perchè è circondato da amici che hanno a mano delle sventole da paura e che trattano alla stregua di una sconosciuta(per non dire peggio) eppure queste stanno lì, con lo sguardo adorante modello frittata di cipolle in mezzo ad una scescenta, o peggio ancora si appartano con il bravo ragazzo, si incazzano, si sfogano: "ma lo vedi come mi tratta!", "guarda sempre il culo della cameriera e secondo me quando va a fumare e ci mette 35 minuti FORSE non sta fumando...." però lo amano alla follia e quindi il bravo ragazzo rosica furiosamente e siccome non fuma non può nemmeno sparire 10 minuti per andare a limare le sue diottrie.

Ovviamente il bravo ragazzo non segue il calcio(e anche quì i commenti delle amiche si sprecano, "davvero! magari anche il mio ragazzo fosse come te..." oppure "seeee, saresti il sogno di ogni donna!") e siccome invece i suoi amici lasciano le morose a casa da sole per trovarsi a casa del Ciccio, che ha sky, a vedere la partita, non può nemmeno contare su di loro per andare a fare un giro in moto, o al mare, o in un qualsiasi altro posto del pianeta dove non ci sia un decoder e un TV al plasma da 105 pollici.(Ovviamente siccome il bravo ragazzo è anche pirla, oltre che bravo ragazzo, non ci pensa nemmeno minimamente ad andare a trovare le morose delgi amici che sono a casa da sole)

Insomma, la vita del bravo ragazzo è una vita triste e solitaria, questo è un'appello a qualsiasi ragazza coerente che cerchi un bravo ragazzo per davvero e non solo per dire: adottate un bravo ragazzo! costa poco e non sporca e magari può darvi anche qualche soddisfazione!

p.s.
vorrei sfatare un mito, per andare a letto con un ragazzo NON È NECESSARIO CHE SIA IL VOSTRO FIDANZATO! ok detto questo direi che è piuttosto evidente che sono un babvo ragazzo e che ovviamente questa sera sono libero.

saluti e baci